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50 siti italiani sono patrimonio di tutta l'umanità. Conosciamoli meglio/4a parte

SOMMARIO

L’impareggiabile paesaggio delle Eolie, le città barocche della Sicilia sud-orientale, Assisi con la sua Basilica, ma anche scoperte più inattese e meno scontate. Dopo le precedenti tre parti, prosegue il viaggio tra i siti UNESCO italiani, secondo un ordine cronologico, dal primo, nel 1979, all’ultimo inserito, nel 2013 . Con un primato italiano: lo Stivale è infatti il paese a detenere il record di presenze di beni protetti UNESCO

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50 siti italiani sono patrimonio di tutta l'umanità. Conosciamoli meglio/4a parte

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Le bellezze italiane sono 49 in tutto, e qui verranno illustrate, seguendo l’ordine cronologico, quelle dalla 19° alla 24° posizione (dal 1999 al 2003), ricordando però che precedentemente sono stati tralasciati quei siti di immensa popolarità, tra cui Roma, il Cenacolo di Leonardo da Vinci, Firenze, Siena, Pisa, Napoli, Verona, Pompei e Ercolano.

Ogni sito, oltre che dalla descrizione, è accompagnato dal ristorante del posto più apprezzato da TripAdvisor e dall’offerta per l’hotel consigliata da Booking.

VILLA ADRIANA DI TIVOLI

«E’ un capolavoro che riunisce le più alte forme di espressione dell'essenza culturale dell'antico Mondo Mediterraneo. Essa ha inoltre profondamente influenzato numerosi architetti e disegnatori del XIX e XX secolo». È con queste motivazioni, che l’UNESCO nel 1999, decide di inserire Villa Adriana di Tivoli nella lista dei Patrimoni Mondiali (maggiori info qui). La Villa, costruita per volontà dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.), si trova tra due affluenti del fiume Aniene, a Tivoli (Roma). Copre un’area di circa 120 ettari, presentandosi divisa in quattro nuclei principali: gli edifici di rappresentanza e termali, il Palazzo imperiale, la residenza estiva e la zona monumentale. Durante il Medioevo fu privata dei suoi marmi, dando inizio a una fase di declino, bloccata fortunatamente dal Rinascimento, che la riscoprì, prendendola come fonte d’ispirazione da architetti e artisti. All'inizio del Settecento gran parte della villa fu acquisita dalla casata Conte che iniziò una serie di scavi, adornandola con cipressi e viti. Dopo l'Unità d'Italia la villa passò al Demanio dello Stato.

A testimonianza dell’antica residenza reale, sono oggi rimasti il Pecile, immensa piazza colonnata rettangolare, decorata al centro da un bacino e circondata da un portico; il Cànopo; la Piazza d’oro; il Teatro Marittimo, una delle prime costruzioni della villa; le terme, due stabilimenti chiamati Grandi e Piccole Terme; l’Antinoeion, luogo di culto dedicato ad Antinoo, amante dell’imperatore; e la Sala dei filosofi, un tempo ricoperta da marmo rosso e adibita alle riunioni con i politici più importanti dell’impero.

Il ristorante

Su 103 ristoranti di Tivoli, recensiti dagli users di TripAdvisor, quello con il punteggio più alto è Osteria La Briciola, in via Scuole Rurali 2. Un locale intimo, raffinato e tranquillo, arredato con gusto e gestito con cordialità. I piatti forti (fascia di prezzo: 30/40 euro) sono i taglioni alle erbe, parmigiano e pinoli, i ravioloni di patate con pancetta croccante, la calamarata con gamberi rosa di Ponza e crema di pistacchi, e il risotto con funghi porcini, tartufo nero e frutti di bosco. Presenti anche due menu degustativi: il primo a 7 portate costa 35 euro (prosecco di benvenuto, antipasto, tagliolini, ravioloni, polpette con salsa verde e purè di patate, 2 dessert, caffè), il secondo a 7 portate da 45 euro (prosecco di benvenuto, antipasto con polipo, calamarata con gamberi rosa, spaghetti con vongole veraci, branzino con contorno, 2 dolci, caffè).

L’albergo

116 euro per soggiornare 2 notti, dal 12 al 14 settembre, presso il 3 stelle Il Maniero, l’hotel più votato su Booking, a 200 metri da Villa Adriana.

ISOLE EOLIE

Sono sette isole, raggruppate sotto l’arcipelago siciliano delle Eolie, che per l’ «incomparabile natura, spiagge, cale, grotte, insenature, faraglioni, […] varietà e ricchezza di fondi marini, oltre ai vari aspetti geologici e vulcanologici di settemila anni di storia», sono riconosciute sito protetto dall’UNESCO nel 2000 (maggiori info qui).
Nello specifico si tratta di Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea, ognuna speciale per una precisa particolarità.

Lipari, la più grande dell’arcipelago, vanta spiagge bianche di pomice, con acque turchesi e blu intenso.
Vulcano, la più meridionale, un tempo isola di Efeso, dio greco del fuoco, è tra i paesaggi più suggestivi di tutto il Mediterraneo. L’ultima grande eruzione avvenne nel 1888, mentre oggi l’attività è limitata a emissioni fumaroliche.
Panarea, la più mondana ma anche la più piccola, è anche un’interessante meta naturalistica.
Stromboli, la più settentrionale, è l’unica isola dell’arcipelago con attività vulcanica permanente, con forti pendenze fino a 924 metri sul livello del mare.
Filicudi e Alicudi, le più disabitate e selvagge, sono caratterizzate da terrazzamenti e forti pendenze.
Infine Salina, chiamata dagli antichi greci Dydyme per la sua forma a trapezio, è anche famosa per i vigneti di malvasia.

Il ristorante

Dopo ben 5 locali di pasticceria, il ristorante più votato da TripAdvisor per Lipari è Il Galeone, in Corso Vittorio Emanuele III, attivo dal 1960. Si distinguono i piatti a base di pesce: spaghetti allo scoglio, spaghetti alle sarde, pasta alla norma, pasta al pistacchio e gamberetti, frittura, totani ripieni, involtini di spada, insalata di polipo. Ottima anche la pizza e il pane cunzato. Prezzo medio intorno ai 30 euro. Cortesia e simpatia dello staff e dei proprietari, rendono l’ambiente ancora più piacevole.

L’albergo

Hotel Mea, 4 stelle, è la struttura consigliata da Booking per l’isola di Lipari. Costa 224 euro per il week end del 12 agosto, e si trova a 500 metri dalla Baia di Marina Lunga, con vista panoramica sul mare e piscina con idromassaggio.

ASSISI, LA BASILICA DI SAN FRANCESCO E ALTRI SITI FRANCESCANI

«Rappresenta un insieme di capolavori del genio creativo umano, che hanno fatto di essa un riferimento fondamentale per la storia dell’arte in Europa e nel mondo». Con queste parole, l’UNESCO riconosce, nel 2000, Assisi con la Basilica, sito protetto e Patrimonio dell’Umanità, aggiungendo che la città «rappresenta un esempio unico di continuità di una città-santuario all’interno della sua posizione ambientale dalle origini ad oggi» (maggiori info qui).
La Basilica, composta da due chiese sovrapposte costruite tra il 1228 e 1253, contiene una cripta con la tomba del Santo, in un semplice sarcofago poggiato sulla roccia viva. I più grandi artisti del Duecento e Trecento italiano, come Giotto, Cimabue, i Lorenzetti, e Martini, hanno affrescato pareti e soffitti dell’edificio, reso ancora più maestoso dalle splendide vetrate realizzate da Bonino e Capanna. Nel convento si trova il Museo del Tesoro che raccoglie vari cimeli e dipinti legati alla Basilica.

Il ristorante

Dopo 3 piadinerie, La Locanda del Cardinale, in Piazza del Vescovado 8, in pieno centro, è il ristorante d Assisi con il punteggio più alto su TripAdvisor. L’ambiente è ricavato da un antico insediamento di epoca romana del 75 a.C., di cui conserva vari reperti. Il menu segue le tradizioni umbre, mentre la cantina offre 600 etichette di vini italiani e internazionali. I piatti forti sono il risotto alla zucca, i tortelli con ripieno di capretto, la carbonara di patanegra, la tagliata, il carrè di agnello in crosta di pistacchi. Il prezzo medio è di 40-60 euro a persona, per alcuni utenti considerato un prezzo fin troppo alto. In effetti la maggior parte di loro sembra colpita più dalla location storica e suggestiva, che dalla cucina, che comunque riceve numerosi complimenti.

L’albergo

Hotel Porta Nuova, 3 stelle, costa 258 euro dal 12 al 14 settembre. Si trova a 30 metri dal centro storico di Assisi, a 200 metri dalla Basilica di Santa Chiara, e si trova ospitato in una villa ristrutturata dei primi del Novecento.

VILLA D’ESTE DI TIVOLI

Villa d’Este di Tivoli (Roma), (foto in alto) è stata riconosciuta bene protetto UNESCO nel 2001, come «uno dei migliori esempi della cultura del Rinascimento al suo apogeo» e «esempio unico di giardini all’italiana del XVI secolo che ha influenzato lo sviluppo e la progettazione dei giardini in tutta Europa» (maggiori info qui).
Questo capolavoro rinascimentale, fu voluto da Ippolito II d’Este, governatore di Tivoli dal 1550, per eguagliare in bellezza Villa Adriana, e venne inaugurato nel 1572. Oltre agli splendidi interni, tra cui si distinguono le sale del piano nobile dipinte da Agresti e Zuccari, il vero protagonista della Villa è il giardino, ideato dal pittore e architetto Pirro Ligorio e realizzato da Alberto Galvani.

Si articola tra terrazze, scalinate, viali e pendii, arricchito da fontane di forte impatto scenografico, come le cento fontane che fiancheggiano un viale lungo cento metri, la Fontana dell’Ovato, la più barocca, la Grotta di Diana, riccamente decorata, la Fontana dei Draghi, il cuore del giardino, la Fontana di Nettuno, la più imponente, e la Fontana dell’Organo, che deve il suo nome al meccanismo di acque posto al suo interno e che ancora oggi genera motivi musicali uditi dai visitatori. Un acquedotto alimenta il sistema idrico, a dimostrazione della bravura ingegneristica dei romani.

Il ristorante

Il secondo ristorante di Tivoli più acclamato da TripAdvisor è Lucignolo, in via della Missione 22, adatto sia per pranzi e cene che per le colazioni, e consigliato anche per feste private (fascia di prezzo: 8/25 euro). Il locale è piccolo e caratteristico, e i clienti hanno specialmente apprezzato il tagliere di affettati e formaggi misti, i saltimbocca alla romana, la pasta “alla papà” (con salsiccia, melanzane e crema di formaggi), le linguine cacio e pepe, la pasta vegetariana e il tiramisù. Un’altra specialità sono i panini, con un mega-panino da quasi 2 chili. Parole di simpatia e ammirazione, per i due titolari, padre e figlio, simpaticissimi e cordiali.

L’albergo

Un altro hotel di Tivoli molto apprezzato su Booking è OC Hotel Villa Adriana, 4 stelle, a 5 minuti dal sito archeologico della Villa e a 5 chilometri dalle autostrade A24 e A1. Costa 138 euro per due notti, dal 12 al 14 settembre.

LE CITTA’ TARDO BAROCCHE DELLA VAL DI NOTO

Nel 2002 otto centri storici della Val di Noto (Sicilia sud-orientale) vengono proclamati bene UNESCO. Sono Noto, Palazzolo, Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Val di Catania, considerate «un’eccezionale testimonianza dell'arte ed architettura tardo barocca» , a rappresentanza «dell’ultimo periodo fiorente dell'arte barocca in Europa» (maggiori info qui).

Un evento verificatosi nel 1693, modificò per sempre la storia della zona sud-orientale della Sicilia: un violentissimo terremoto che rase al suolo intere città. Quest’ultime vennero ricostruite pensandole come città d’arte, capolavori di una civiltà che voleva celebrare se stessa. Lo stile adottato, denominato comunemente barocco del Val di Noto, è al tempo stesso unico in ogni città, per i materiali utilizzati e le tecniche di costruzione. Ad esempio il barocco grigio-scuro di Catania, dovuto all’uso della pietra lavica, è ben diverso da quello luminoso di Noto.

Il ristorante

Dopo due pasticcerie e un pub, il locale di Catania più consigliato da TripAdvisor, su 400 recensiti, è la Trattoria Catania Ruffiana, in via Aloi 50, un ambiente rustico ma curato. Il ristorante propone tre menu fissi: a 23 (antipasto, primo, secondo, bevanda, dolce, coperto), 25 (antipasto misto di pesce, primo di pesce, bevanda, dolce e coperto) e 35 euro (uguale al precedente ma anche con il secondo di pesce). Tra i gustosi piatti del menu, gli utenti consigliano: pasta con i frutti di mare e mandorle, cannolicchi arrosto, tonnetto marinato in agrodolce, scialatielli con calamari e frutti di mare, insalata di polpo, penne alla Norma, trofie con mandorle, noci e pistacchio. Apprezzatissimo anche il dolce al cioccolato della casa e l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

L’albergo

Tra gli hotel di Catania più votati su Booking, c’è Catania International Airport Hotel, 4 stelle, a un solo chilometro dall’aeroporto. Il prezzo per pernottarvi nel week end del 12 settembre è di 235,60 euro.
Per una posizione più centrale si può optare per il 3 stelle Hotel San Giuliano a 4 minuti a piedi da via Etnea e a 600 metri dal Duomo di Catania. Costa 160 euro dal 12 al 14 settembre.



SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA

«La realizzazione di opere architettoniche e di opere artistiche di arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didascalici e religiosi, ha qui raggiunto la sua più alta espressione e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi del fenomeno nel resto d'Europa»: così il Comitato descriveva, nel 2003, i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, riconoscendoli come patrimonio dell’umanità (maggiori info qui).
Voluti da Carlo Borromeo e graditi al Concilio di Trento, i Sacri Monti sono costituiti in totale da nove gruppi di cappelle e altri elementi architettonici realizzati tra il XV e il XVII secolo, dedicati ai vari aspetti della vita cristiana. Si trovano specialmente in prossimità dell’arco alpino, vicino a laghi, valli, fiumi, colli e monti, immersi quindi in un ambiente naturale particolarmente suggestivo.

Sette sono situati in Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due si trovano in Lombardia (Ossuccio e Varese). I Sacri Monti, luoghi di culto e mete devozionali già a partire dal tardo Medioevo, non solo incarnano un importante valore simbolico religioso, ma stupiscono anche per l’integrazione degli elementi architettonici con il paesaggio circostante. Tra quelli di maggior rilievo c'è il Sacro Monte di Varallo Sesia in Piemonte, realizzato sopra una rupe che sovrasta il borgo di Varallo. Nella regione piemontese si ricordano anche i Sacri Monti di Serralunga di Crea in provincia di Alessandria, con 23 cappelle costruite su uno dei colli della regione del Monferrato.
Ci sono poi il sito di Orta San Giulio, il solo dedicato a San Francesco d'Assisi, quello di Oropa con uno dei più antichi santuari dedicati alla Madonna e quelli di Ghiffa, situato su una collina fitta di boschi, e del Calvario, che sovrasta la città di Domodossola.

In Lombardia, invece, gode di una splendida posizione panoramica il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso, ad Ossuccio, sulla costa occidentale del lago di Como, immerso tra campi, piantagioni di ulivi e boschi; mentre il Sacro Monte del Rosario, fondato a Varese nel 1474, fu luogo di pellegrinaggio dal Medioevo per la chiesa di Santa Maria del Monte e successivamente per il monastero delle Romite Ambrosiane.

Il ristorante

Sono 225 i ristoranti di Varese presenti sul portale di TripAdvisor, e a spuntarla è l’Osteria di Piazza Litta, in Piazza Litta 4, con un menu che cambia ogni mese, secondo le stagioni e i prodotti del territorio. Chi l’ha provato ha specialmente apprezzato, oltre all’atmosfera calda e accogliente, la simpatia del personale e le porzioni abbondanti dei piatti (i preferiti sono le pappardelle ai funghi porcini, le pappardelle con ragù di asino, il cosciotto di maiale, la pernice rossa al Rum, e il filetto di cavallo). A pranzo menu fisso a 12 euro, con primo, secondo, contorno, acqua, vino e pane. Prezzo medio: dai 30 ai 40 euro.

L’albergo

Con 138 euro per due notti, City Hotel, 4 stelle, è il più votato da Booking per la città di Varese. Si trova nel centro di Varese, tra l'Università degli Studi dell'Insubria e la Stazione dei treni regionali.

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