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50 siti italiani sono patrimonio di tutta l'umanità. Conosciamoli meglio/5a parte

SOMMARIO

Archeologia e natura: sono questi i temi principali della quinta puntata dedicata alle meraviglie UNESCO italiane. La splendida Val d’Orcia, le Necropoli etrusche, e le città di Mantova e Siracusa, sono alcuni dei siti riconosciuti Patrimonio Mondiale dal 2004 al 2008, che Of riscopre ed esplora, affiancando il ristorante della zona più popolare su TripAdvisor e l’offerta dell’hotel consigliata da Booking

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50 siti italiani sono patrimonio di tutta l'umanità. Conosciamoli meglio/5a parte

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Nel 1972 l’UNESCO apre la World Heritage List, la lista di quei luoghi considerati di notevole importanza, da valorizzare, promuovere e salvaguardare. Da allora sono stati 981 i siti ad aver conquistato l’ambito titolo (759 culturali, 193 naturali e 29 misti), con un primato nazionale: l’Italia è il paese che possiede il maggior numero di beni protetti.

Riscoprire le bellezze culturali, artistiche e paesaggistiche targate Italia, è con questo scopo che Of ha dedicato sei puntate all’approfondimento e all’esplorazione dei beni UNESCO tricolori. 34 in tutto i siti trattati, in ordine cronologico, tralasciando luoghi come Roma, Pisa, Venezia, Firenze, Pompei, Ercolano, Siena, Verona, talmente noti e famosi per unicità e bellezza, che la loro presenza nella World Heritage List è ovvia e scontata, mentre si sono voluti accendere i riflettori su quei luoghi che godono di una popolarità meno estesa.
Questa quinta parte esplora in ordine cronologico i beni situati tra la 25° e la 30° posizione, considerando però che Genova (29°) non è stata trattata. Ad ogni luogo viene poi abbinato il ristorante più votato da TripAdvisor, e l’albergo consigliato da Booking.

NECROPOLI ETRUSCHE DI CERVETERI E TARQUINIA

Considerate dall’UNESCO «testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca», le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, vennero inserite nel 2004 nella lista dei Patrimoni Mondiali (qui le info). Cerveteri è il principale centro archeologico dell’Etruria, le sue origini risalgono all’XI secolo a.C., a cui seguì un periodo di fiorente sviluppo grazie ai contatti con la cultura greca, fenicia e cartaginese. Tra il III e il II secolo iniziò il progressivo insediamento dei Romani, mentre nel Medioevo il territorio si spopolò in maniera consistente.

La particolarità della Necropoli Monumentale di Cerveteri, situata su un altopiano che si estende per 10 chilometri, è quella di esser stata riprodotta secondo la struttura urbanistica della città dei vivi: le tombe sono disposte lungo la via principale, la via degli Inferi, con uno schema a scacchiera, mentre i sepolcri (400 in tutto) presentano una struttura architettonica tipicamente domestica. Tra le tombe più famose si segnalano: la Tomba dei Rilievi (IV scolo a.C., con stucchi rappresentanti scene di vita quotidiana), la Tomba dei Capitelli (VI secolo a.C., interamente scavata nel tufo), la Tomba degli Scudi e delle Sedie (con sei posti letto, con cuscini intagliati nel tufo dedicati agli uomini, mentre le donne erano riposte in semplici sarcofagi), la Tomba delle Cinque Sedie (arredamento interno con sedia e sgabello sormontati da statue), la Tomba dell’Alcova (costituita da un’unica camera e risalente al IV secolo a.C.).

I primi insediamenti umani, a Tarquinia, risalgono invece all’epoca preistorica, ma bisognerà attendere l’XI secolo per assistere alla creazione delle prime vere e proprie aggregazioni. Fino al V secolo ricoprì il ruolo di fiorente centro di ricchezza, a cui però seguì una grave crisi legata al dominio romano.
La Necropoli di Tarquinia comprende circa 200 sepolcri con interessanti decorazioni pittoriche, tra cui oggi si ricordano le Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, della Fustigazione, del Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca.

Il ristorante

Consigliatissimo su TripAdvisor Mille800 Stazione del Gusto, il ristorante di Cerveteri, in via Antonio Ricci 9, che la spunta su 61 strutture. Ambiente retrò, ricreando le antiche stazioni dei treni, un locale che serve anche pizze, calzoni e supplì, e presenta un ottimo rapporto qualità/prezzo (fascia: dai 15 ai 45 euro). Tra i piatti che gli utenti hanno apprezzato di più, si trovano: gamberoni alle mele, mozzarella in carrozza, carbonara, spaghetti alle vongole, filetto ai funghi, moscardini fritti, insalata di polpo con patate, fritto di pesce, e crostata di fichi. Complimenti anche per la ricca carta di vini e le birre artigianali.

L’albergo

Hausclaudia è l’hotel consigliato da Booking per il week end del 12 settembre. Si trova a 2 chilometri da Cerveteri (20 chilometri nord di Roma), e comprende appartamenti provvisti di salone con camino, tavolo da pranzo, cucina provvista di lavastoviglie e lavatrice. Attorno uno splendido giardino con giochi per bambini e possibilità, durante la bella stagione, di mangiare fuori. Il costo è di 208 euro per due persone in appartamento da 90 mq.

VAL D’ORCIA

«Eccezionale esempio del ridisegno del paesaggio del Rinascimento, che illustra gli ideali di buon governo nei secoli XIV e XV della città-stato italiana e la ricerca estetica che ne ha guidato la concezione. […] Documenta il paesaggio dell’Italia comunale celebrato dai pittori della scuola senese, che ha profondamente influenzato lo sviluppo del pensiero paesistico». Con queste motivazioni la Val d’Orcia, l’ampia valle toscana situata nella provincia di Siena e in parte in quella di Grosseto (foto in alto), diventa bene protetto UNESCO nel 2004 (qui le info).

La sua storia inizia cinque milioni di anni fa, quando il mare cominciò a ritirarsi, e un deposito di argilla e sabbia creò lo strato superiore delle valli. Successivamente il vulcano di Radicofani e quello dell’Amiata eruttarono e la lava andò a sovrapporsi alle rocce preesistenti, dando origine, indurendosi, alle rocce scure. Questo sito è «espressione di meravigliose caratteristiche naturali, ma è anche risultato e testimonianza della gente che vi abita», con vigneti, ulivi e coltivazioni che hanno impiegato al meglio la risorsa dell’ambiente circostante.

I luoghi dell’ingegno umano, come Pienza, Montalcino, l’Abbazia di Sant’Antimo, Rocca d’Orcia, e le terme medievali di Bagno Vignoni, si integrano perfettamente alle bellezze paesaggistiche, come la Riserva Naturale di Lucciola Bella, i Biotopi di Macchia Mediterranea e di Abete Bianco, senza tralasciare il valore enogastronomico di queste terre: il cacio pecorino di Pienza, il miele, l’olio extra vergine di oliva di Castiglione d’Orcia, i salumi di Cinta Senese e il Brunello di Montalcino.

Il ristorante

Su 50 ristoranti di Montalcino recensiti sulla community di TripAdvisor, il più votato è La Crocina, in Località La Croce 1. Il personale cordialissimo e preparato, l’ambiente romantico ma anche famigliare e la qualità della cucina, sono i punti di forza che riporta chi ha provato questo locale. Applauditissima la fiorentina, servita con diversi tipi di sale, oltre ai tipici salumi toscani (crudo, capocollo, finocchiona e cinghiale), il tris di crostini con lardo, fegatini e formaggio pecorino, i pinci tirati a mano con sugo di cinghiale al Rosso di Montalcino, le tagliatelle al Brunello fatte in casa con salsiccia, fave e pane abbrustolito, il risotto al Brunello con fonduta di pecorino di Pienza, il filetto di maiale rosolato al rosmarino, e, per i golosi, il tortino al cioccolato fondente. Fascia di prezzo indicata su TripAdvisor: 25/45 euro.

L’albergo

260 euro per dormire due notti, dal 19 al 21 settembre, alla Suite d’Artista, l’hotel consigliato da Booking. Si trova in una splendida casa di campagna rustica, all’interno delle antiche mura di Montalcino, circondata da un giardino di uliveti con piscina, idromassaggio e bagno turco. Il prezzo indicato dal sito di prenotazione prevede un monolocale da 38 mq (430 euro per quello da 65 mq nelle stesse date).

SIRACUSA E LE NECROPOLI RUPESTRI DI PANTALICA

Siracusa, con le Necropoli di Pantalica, venne inserita nella lista dei patrimoni protetti dall’UNESCO nel 2005, con queste motivazioni: «L’area rappresenta un’eccezionale testimonianza dello sviluppo della civilizzazione di oltre 3 millenni […] dando testimonianza di uno straordinario livello culturale», inoltre «il sito di Siracusa antica con i suoi aspetti romani, greci e barocchi, raggruppa il più grande esempio di creazioni architettoniche di importanza universale» (qui le info).

Siracusa fu fondata nel 734 a.C., come colonia corinzia, diventando fiorente città in età classica ed ellenistica, per Cicerone la più bella delle città greche, ma anche importante centro romano, bizantino, arabo e normanno, che, nel periodo barocco, subì alcune trasformazioni ancora oggi visibili. La sua antica grandezza religiosa e culturale, si riscontra ovunque tra le sue vie: il Tempio di Apollo, il Tempio di Atena, il Tempio di Zeus, il Castello di Maniace (testimonianza del potere romano), il Duomo (in stile barocco, in origine dedicato alla dea Athena, che porta splendidi affreschi), e altre numerose chiese (come quelle di San Giovanni alle Catacombe, Santa Lucia al Sepolcro, Santa Lucia alla Badia, Santuario della Madonna delle Lacrime). La Necropoli di Pantalica, del XIII e IV secolo a.C., si trova in ottanta ettari di paesaggio delimitato da due grandi cave. Al suo interno sono state individuate 5.000 tombe a grotticella, testimonianza del passaggio dall’età del Bronzo all’età del Ferro. All’ascesa di Siracusa, corrispose il declino di Pantalica, che si riprese solo durante il periodo bizantino, poiché la popolazione, per proteggersi dagli Arabi, cercò riparo nelle grotticelle, trasformandole in veri e propri insediamenti. Al XIII secolo risale anche l’Anaktoron (Palazzo del principe), sulla cima della collina, che ricorda la maestosità dei palazzi micenei.
L’importanza di questo sito è dato anche dalla varietà naturalistica, come orchidee, oleandri, platani, carubbi, e animale, come il falco pellegrino, la volpe e il granchio di fiume.
Curiosità: fu la patria di Archimede e qui, Caravaggio, in fuga dal carcere di Malta, dipinse il Seppellimento di Santa Lucia, patrona di Siracusa.

Il ristorante

Dopo un caseificio e un pub per l’aperitivo, a spuntarla su 334 locali di Siracusa, è Le Vin de L’assasin Bistrot, in via Roma 115. Lo chef è un siciliano che ha lavorato in Francia per diversi anni e ha portato, in questo ristorante, un riuscito mix tra le due cucine. I clienti hanno provato e apprezzato la tartare e il carpaccio di tonno, le ostriche, l’involtino di melanzana con burrata, il petto di anatra al miele, le cozze al gratin, l’astice alla provenzale profumato al basilico, la vellutata alla zucca, la tagliata di tonno. Tra i dolci hanno riscosso molto successo la crème brûlée e il tortino al cioccolato. Difetto dei piatti segnalato: porzioni non sempre abbondanti e prezzi di poco sopra la media, anche se meritatissimi (12/40 euro).

L’albergo

Costano 180 euro la coppia, due notti (dall’11 al 13 settembre) presso il B&B Charme La Via della Giudecca, nel vecchio quartiere ebraico, nella piazza principale di Siracusa, Piazza San Filippo, e a 5 minuti dalla Cattedrale della città.

MANTOVA E SABBIONETA

Nel 2008 Mantova e Sabbioneta vengono riconosciute sito protetto UNESCO, con questi giudizi: «Due tappe significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbanistici intrapresi dai Gonzaga nei loro domini: […] Sabbioneta, le cui mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti la rendono uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa, e Mantova, esempio di città esistente che ha modificato il tessuto urbano antico […] per aderire agli ideali urbanistici». Entrambe hanno goduto dei lavori dei maggiori artisti italiani, come Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Giulio Romano (a Mantova), Vincenzo Scamozzi e Bernardino Campi (a Sabbioneta) (qui le info). Il primo insediamento di Sabbioneta risale al I secolo a.C., ereditato nel 1544 dal duca Vespasiano Gonzaga, diventando raffinato centro culturale e architettonico. In un trentennio, a partire dal 1556, Vespasiano modificò l’antico borgo, in uno spazio urbano pensato razionalmente, con cinta muraria a forma di stella e nobili edifici signorili. I monumenti storici più importati sono il Palazzo Ducale, un tempo luogo degli impegni politici, la Chiesa di Santa Maria Assunta, duomo del comune, il Mausoleo di Vespasiano Gonzaga, l’Oratorio di San Rocco e San Sebastiano, il Palazzo del Giardino, luogo dedicato agli svaghi, allo studio e al riposo.

Nata come insediamento etrusco nel 214 a.C., Mantova divenne dominio dei Canossa nel X secolo e nel XII assunse i caratteri di libero Comune medievale. Nel 1274, sotto i Bonacolsi, diventò Signoria, spodestati nel 1328 dalla famiglia dei Gonzaga, che per quattro secoli rimasero signori incontrastati della città. Intervennero sull’impianto del comune, trasformando vie e piazze a rappresentanza del proprio potere e della propria grandezza, trasformando la città tra le più raffinati corti del Rinascimento italiano, di cui gli edifici più esemplari sono il Palazzo Ducale, Palazzo Te, il Tempio di San Sebastiano, la Casa di Andrea Mantegna, Palazzo San Sebastiano, Palazzo del Podestà, Torre dell’Orologio, e Basilica di Sant’Andrea. Una guerra di successione e la peste, causarono il declino di Mantova, che nel 1707 passò sotto il controllo dell’Austria.

Il ristorante

Il raffinato ed elegante Carlo Govi, in viale Gorizia 13/B, è il ristorante di Mantova più acclamato dagli users di TripAdvisor (fascia di prezzo: 25/45 euro). Il locale propone una serie di menu degustativi dai 27 (piatti di salumi e formaggi) ai 37 euro (pasti completi di carne e di pesce). Della cucina, legata alle tradizioni del territorio, vengono segnalati come piatti forti il baccalà mantecato con polenta, i bigoli con le sarde, il tortello di zucca, i maccheroni di zucca con salsiccia mantovana, il guancialetto di vitello brasato, e la sella di coniglio con patate al forno. Parole di gratitudine anche per il proprietario e il figlio, cordiali, disponibili e mai invadenti.

L’albergo

Broletto L’Hotel & La Residenza, sono due strutture nel centro storico di Mantova, a pochi passi da Piazza Sordello, a 20 metri di distanza l’una dall’altra, e a 200 metri dal Palazzo Ducale e dalla Basilica di Sant’Andrea. Costa 151 euro la coppia, soggiornarvi dal 12 al 14 settembre, con colazione inclusa.

LA FERROVIA RETICA NEL PAESAGGIO DELL’ALBULA E DEL BERNINA

Uno dei due siti UNESCO italiani transnazionali (decretato patrimonio dell’umanità nel 2008), la ferrovia retica dell’Albula e del Bernina, collega l’Engadina al turismo internazionale, costituendo già di per sé un’attrazione turistica (qui le info).

La ferrovia retica, conosciuta anche come Trenino Rosso del Bernina, parte da Tirano (Sondrio), per arrivare a St. Moritz, in Svizzera, attraversando, tramite passi, trafori e gallerie, le Alpi svizzere. Le due linee, dell’Albula e del Bernina, testimoniano «un utilizzo razionale ed esemplare per favorire la comunicazione nelle Alpi Centrali dell’inizio del XX secolo […] e rappresentano soluzioni innovative nello sviluppo delle tecnologie ferroviarie di alta montagna».
Il treno, inaugurato nel 1908, gode di un notevole interesse paesaggistico, e in circa quattro ore percorre 145 chilometri, con pendenze fino al 70% e massima altitudine registrata a 2.253 metri, in corrispondenza del passo del Bernina. Il percorso, oltre a ottenere successi nel turismo, è applaudito anche dal mondo dell’ingegneria e dell’architettura, percorrendo 55 tunnel e gallerie e 196 viadotti (i più famosi sono il viadotto Landwasser e quello elicoidale che copre un dislivello di 30 metri tra Brusio e Campocologno).

Il ristorante

Nella scelta del ristorante è stata considerata la città di Tirano (provincia di Sondrio), comune di partenza della ferrovia retica.
Su 24 ristoranti recensiti nella città, il preferito da TripAdvisor è l’Osteria Roncaiola, in via S. Stefano 2. La cucina valtellinese fa da padrona, con pizzoccheri fatti in casa, sciatt e selvaggina. Con soli 21 euro si può ordinare il menu tipico che comprende sciatt e cicoria con salumi misti, pizzoccheri alla valtellinese, scaloppine di manzo con patate gratinate, e dolce a scelta. Segnalata la bontà della tagliata al balsamico, delle bresaole miste, degli gnocchi saraceni con crema di formaggio, del tris di filetti (manzo, vitello e cervo), e del cervo in salmì con castagne e cavolo rosso. Non mancano i piatti di pesce, anch'essi molto graditi.
Gli utenti sottolinenano la bellezza della location, con panorama splendido sulla vallata e segnalano le porzioni abbondanti dei piatti e i prezzi contenuti.

L’albergo

Il 4 stelle Hotel Centrale, 170 euro dal 14 al 16 settembre, è la struttura alberghiera di Tirano più votata da Booking. Le sistemazioni all’interno dell’hotel sono dotate di parquet chiaro e mobili colorati e, in alcune camere, vasca idromassaggio. Presente anche un centro benessere, il Wellness Centre Spa Nefertiti, con sauna, bagno turco, docce emozionali, idromassaggio e zona relax. A 25 chilometri si trova il Parco Nazionale dello Stelvio e a 10 minuti a piedi si giunge alla stazione del treno Benina Express per St. Moritz.

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